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      Dal menù in intestazione appare chiaramente che l'esternazione artistica ha un ruolo fondamentale in questo sito. Mi corre però l'obbligo d'evidenziare che questa struttura non vuole essere l'angolo personale di un artista che vuol fare conoscere le proprie opere al mondo intero. La mia, più che Arte nel senso stretto del termine, preferisco classificarla con l'aggiunta di un suffisso: "Pseudo Arte", in altre parole, una  falsa apparenza o una somiglianza esteriore.

 Una delle verità di questo sito, è semplicemente la mia voglia d'esternare e condividere in modo spassionato con il popolo della rete, una serie di personali sfaccettature che abbracciano diverse discipline (vedi download gratuiti musicali, erboristeria, cosigli vari ecc). Altra verità,  perche negarlo?  Farmi una personale pubblicità, proponendo determinati servizi, tipo la realizzazione di particolari lavori  (oli su tela, mosaici, costruzione forno in pietra) o prestazioni (piccoli concerti LIVE), che ben si prestano a essere eseguiti in qualsiasi posto, per qualsiasi utenza e sopratutto, tenedo conto delle possibilità di tutte le tasche. 

            

   Se sei un visitatore del primo tipo, cioè, con tanta curiosità nel girovagare in rete e quindi con la voglia di rinnovarti continuamente: Beh! Ti invito non solo di visitare tutte le stanze di questo piccolo casolare, ma di mettere il sito tra i preferiti, se non altro, perchè ti assicuro sarà in continua evoluzione poichè gestito da un pazzo visionario, sognatore, ed essenzialmente mai soddisfatto dalla staticità delle cose. Se sei invece un visitatore del secondo tipo, catapultato in questo sito attraverso dei "Tag" che non ti hanno condotto verso il risultato che ti eri proposto, può anche darsi che qualche tuo amico possa essere interessato, quindi, gradirei il tuo passaparola.


                                               

     A questo punto, promotore di questo piccolo progetto personale, penso sia essenziale passare a descrivere me stesso e le parti principali di questo sito. Che cosa dire di me? Sul profilo di FaceBook ho scritto: Più parlo di me, meno mi conosco. Non mi è chiaro se la mia esigenza è di esprimere le mie percezioni esistenziali attraverso la mia pseudoarte o se sia quest'ultima quando meno me lo aspetto, a saltarmi addosso in forma così prorompente da rinvigorire i miei profondi stimoli vitali che con rinnovata forza espressiva e attraverso qualsiasi disciplina, mi spingono a esternare le più recondite sensazioni interiori. Come detto inizialmente non ritengo Arte in senso stretto, le mie espressioni alternative al linguaggio verbale. Tuttavia mi sento sicuramente amante dell'Arte. Amante inteso come moroso, concubino, adoratore, innamorato, fidanzato e anche convivente.

    In definitiva, quali forme espressive alternative al linguaggio verbale utilizzo? E sopratutto: cosa trapela di me attraverso tali espressioni?     

Oli su tela eseguiti sempre dopo un sogno dove mi vedo bambino, e al risveglio, mi sento immediatamente spinto a salvaguardare i luoghi dei miei ricordi. Contemporaneamente, attraverso una tristezza di colori e di linee insicure, immortalo i respiri della mia vita che in modo appena percettibile, in tali frangenti, sento inesorabilmente fuggire. 

   Mosaici geometrici, nati da materiali di scarto, un misto arte-edilizia, inseriti spesso in mezzo alla campagna, a volte sul piano terra, molto spesso tra le mura di casette isolate. Insiemi che in modo sovente, secondo lo stato d'animo, con la loro cangiante e spesso inquietante geometria, rappresentano un'improvvisa e fugace intuizione o un'inatteso ed estemporaneo smarrimento dagli intrecci razionali della vita. 

  Le mie esibizioni da musicista OneManBand presso piazze e pub, dove attraverso le conoscenze del momento e i discorsi intrattenuti con improvvisati amici, mi ritrovo immerso in divagazioni, sfocianti nella nascita delle mie composizioni musicali che, attraverso testi e musiche, tendono a ridare un tocco di colore alle svariate e cangianti sensazioni che in continuazione emergono dall’animo umano.

   Il mio raro partorire uno scritto a se stante, per niente legato alle mie altre forme espressive, poichè a volte, solo nero su bianco, esterno la gioia, il malessere del vivere, la profonda riflessione.

    Passione per la costruzione e restauro dei manufatti della tradizione siciliana, in particolar modo e trattati in questa sede: "Il forno in pietra" e "Lo zufolo o friscaletto siciliano".

    Infine, amore e solo amore per la natura, per le erbe, per le mie piante da frutto, per i miei ulivi, per il mio orto, per le mie querce secolari. 


                                                    

      Non è raro ritrovarmi con i pennelli in mano, intento a tradurre una sensazione attraverso linee e colori per poi improvvisamente, sentirmi travolto da un ulteriore e inaspettato stimolo che mi porta sulla tastiera della mia chitarra o del piano, al fine di cogliere una nuova intuizione che in quel momento, solo attraverso le note musicali riesco a immortalare. Non faccio altro che viaggiare, smarrirmi e inebriarmi all'interno di una serie di cose che, alla fine, non sono altro che mezzi di viaggio per arrivare fino in fondo alla vita. Mi sento come spinto da una forza sconosciuta, al di fuori del mio controllo mentale. Spinto verso continue esplorazioni e ogni qualvolta penso di avere trovato qualcosa di definitivo che soddisfi il mio spirito, eccomi pronto a rimettermi il cappello per intraprendere un nuovo viaggio. 

         

        Sicuramente in questo modo non dominerò mai la singola disciplina e sinceramente non sono neanche interessato a raggiungere un simile obiettivo. La mia soddisfazione, sta nel personale successo di riuscire a fermare l'intuizione del momento. Un'intuizione fatta di sensazioni ataviche che interagiscono con figure, luoghi, cose, rumori, sapori e perfino odori, in seguito trasposta sotto forma di linee, colori, strutture, fattezze o musica. Immortalata nel tempo e contemporaneamente criptata agli occhi e alla mente altrui, lasciando così, una libertà interpretativa all'osservatore. In definitiva, un'intuizione fissata, colta nel cosiddetto attimo ispirato e profondamente capace, nel rivisitarla a distanza di tempo, d'incanalarmi all'interno delle stesse originali sensazioni che scaturirono nei momenti della creazione.


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